venerdì 19 febbraio 2016

Base Conero: tre operai morirono mentre la costruivano?


Tra i tanti incidenti che si verificarono sul monte Conero desta un certo interesse quello che capitò il 20 ottobre del 1954 a tre operai di Sirolo. Stavano lavorando come al solito nella Cava Maggi di Massignano, quando improvvisamente un costone di roccia di 30 mila tonnellate di peso franò loro addosso, uccidendoli sul colpo e ferendo altri due uomini. Le vittime si chiamavano Egidio Latini, Emilio Baleani ed Eugenio Polenta, sui trent'anni di età i primi due e sui quarantacinque l'altro. Rimasero soltanto feriti Mario Giampieri di 45 anni di Sirolo e Mario Marcucci di 52 anni di Fonte d'Olio, una piccola frazione ai piedi del Conero. Secondo l'impeccabile resoconto del cronista dell'Unità Sirio Sebastianelli, le giovani vite dei tre sfortunati cavatori furono spezzate per un'infiltrazione d'acqua, che fece staccare inaspettatamente l'intero costone della montagna, dopo che gli operai avevano fatto brillare una mina e si accingevano a raccogliere sotto il monte il materiale marnoso. Questo episodio è importante per una coincidenza: la data dell'incidente è la stessa dello storico accordo che fu siglato, proprio il 20 ottobre 1954, tra l'Italia governata dalla DC e gli Usa sulla costruzione delle basi Nato nel nostro paese. Dunque la morte degli operai era collegata all'inizio dei lavori per i tunnel militari? E' possibile. Nel marzo del 1953 L'Unità, parlando del processo sul culturame, aveva riferito di accuse alla scrittrice Fausta Cialente per aver pubblicato un articolo sulle installazioni militari del Conero. L'articolo è tuttavia introvabile. Si può soltanto notare un'altra coincidenza: che la Cialente ebbe a che fare con l'Egitto così come la spia della Rau C.B. Forse gli egiziani sapevano fin dal 1945 che sul Conero c'era una stazione di comunicazione nazista, e magari per questo nel 1970 chiesero all'archivista B. di rubare gli schemi del radar.