lunedì 1 febbraio 2016

Conero: spunta un altro giallo irrisolto


Ancora cadaveri che chiedono giustizia. Il nuovo archivio del Corriere della Sera alla parola "Conero" restituisce come primo risultato un nuovo giallo irrisolto. Il 20 dicembre del 1961 venne rinvenuto sul Conero un sacco. Dentro c'era un'agendina su cui erano stati incollati alcuni ritagli di giornale con degli annunci di lavoro per rappresentanti di commercio. La sede di quelle proposte era a Bologna o a Milano. Nel sacco vi erano però anche degli indumenti da calciatore: una maglia a strisce rossoblu e dei guanti da portiere. Il colore era lo stesso di un braccialetto che fu trovato addosso al cadavere. Il corpo doveva essere irriconoscibile quando fu trovato il 20 novembre dello stesso anno in un "profondo burrone". Lo rinvennero alcuni operai. A quel punto il 20 dicembre gli inquirenti si convinsero che la vittima su cui stavano indagando doveva essere il proprietario del sacco. Probabilmente era un uomo e certamente era un calciatore. Ma era stato ucciso? Non fu mai chiarito. Verrebbe spontaneo accostare questa morte a quella di Cesare Menconi, anche lui portiere di calcio della nazionale militare, anche lui alla ricerca di un lavoro fisso. Fu ucciso nella notte tra il 4 e il 5 febbraio del 1979 sulla strada che porta alla cima del Conero, con cinque colpi di rivoltella di cui uno alla fronte. Anche in questo caso fu la borsa della vittima, che conteneva delle scarpe sportive, a permettere agli inquirenti di dare un nome a quei poveri resti. Menconi era anche il portiere dell'Elpidiense, la squadra della sua città. I colori sociali dell'Elpidiense sono proprio il rosso e il blu, come la maglia del cadavere del 1961. Coincidenze incredibili.