sabato 13 febbraio 2016

L’attentato alle Twin Towers fu snobbato dalla Cia


E’ l’impressione che si ha leggendo il libro “L’Italia vista dalla Cia” scritto nel 2005 da Mastrolilli e Molinari. La Cia trattò l’attentato di Al Qaeda a New York come un fatto di normale amministrazione, riuscendo addirittura ad intavolare con il governo guidato da Silvio Berlusconi, pochi giorni dopo la tragedia che vide morire 3000 americani, una discussione sul tema delle biotecnologie. Quello che emerge dalle carte segrete americane, insomma, è un po’ strano, perché per il resto il libro dei due giornalisti è stato strutturato in modo impeccabile. Offre una panoramica della storia italiana degli ultimi 50 anni, abilmente riscritta e rivissuta da una nuova angolatura attraverso i documenti dell’intelligence statunitense. L’unico momento storico che passa inosservato è proprio l’attentato delle Twin Towers, che le spie americane raccontano con troppo disinteresse rispetto ad esempio agli anni della Guerra Fredda. Era un fatto già previsto? Pochi giorni prima, nell’estate del 2001, Berlusconi e Washington avevano discusso dell’installazione dello scudo antimissile. Parlarono cioè di interrompere quell'accordo sul disarmo che fu sancito nel 1972 dal patto tra Breznev e Nixon. Ancora prima, nel 1999, Clinton aveva sottolineato all’allora premier italiano D’Alema l’importanza di combattere le guerre future applicando l’articolo 5 della Nato. Il successivo presidente degli Usa, Bush junior, se ne ricordò proprio il giorno dopo l’attacco dell’11 settembre, invocando l’aiuto di tutti gli alleati. La domanda a questo punto mi sorge spontanea: quali nemici gli Usa, D’Alema e Berlusconi si preparavano a combattere pochi giorni prima dell’attentato di Al Qaeda? Fu un vero attentato terroristico oppure un atto di guerra che si cercò di nascondere?