sabato 13 febbraio 2016

La Lega Nord? Un partito di sinistra


La Lega un partito di sinistra. Detta così la cosa può meravigliare, abituati come siamo a vedere Salvini e la Meloni insieme in campagna elettorale, magari con Silvio Berlusconi. Però questa è la vera origine del partito di Bossi, che riemerge dalla lettura del libro «L'Italia vista dalla Cia», quando i due autori ricordano i dubbi del leader del Carroccio alla vigilia delle elezioni del 1994. La Lega era vista dagli americani come un partito nella sfera del PDS di Occhetto, anche perché tra i suoi fondatori c'erano non solo elementi di sinistra, ma addirittura di Lotta Continua, come Roberto Maroni. Questo mi ha permesso di scoprire che tanti giornalisti di spessore nazionale, per lo più dirigenti di Mediaset, provengono da quel partito marxista rivoluzionario, che si macchiò la reputazione con il delitto Calabresi (Bompressi-Sofri-Pietrostefani furono gli autori dell'omicidio, uomini di punta di Lotta Continua). Si crea così un concreto ponte tra il Polo delle Libertà e l'estremismo di sinistra, tra Berlusconi e la dittatura sovietica. Sempre secondo le spie della Cia, il Cavaliere nel 1994 era un emergente di successo, ma con un programma politico privo di contenuti, che non spiegava in che modo Forza Italia avrebbe messo in atto le riforme. Da allora è cambiato poco. Si è solo accentuata la violenza verbale dei comizi che già fu sottolineata dalla Cia in quegli esordi del 1994, mentre Berlusconi si dimostra un sostenitore della politica estera dell'ex dirigente del KGB Putin. Ma Berlusconi ha altri motivi per guardare a sinistra, alleandosi magari con Renzi al Nazzareno.
Verso la metà degli anni '90 la Cia segnalò a Washington le accuse che i magistrati stavano rivolgendo a Publitalia: Berlusconi pagava tangenti non solo al PSI di Craxi, ma anche al PDS. Come a dire che gli interessi del centro-destra hanno le radici ben piantate nello stato padrone della sinistra.