giovedì 14 aprile 2016

"Costruite ricoveri sui rilievi del lago Maggiore"


E' la richiesta che partì nel 1941-42 dalla prefettura di Novara quando ancora i bombardamenti anglo-americani sembravano lontani e improbabili. Ho fatto una piccola ricerca in archivio per trovare conferme circa il fatto che a Trarego Viggiona, sopra Verbania, possa essere stato costruito un bunker antiaereo durante la seconda guerra mondiale. C'è una traccia che porta a pensare alla possibile presenza fin dal lontano 1943 di un tunnel all'Alpe Archia, nelle proprietà degli Scarsetti. All'epoca il prefetto segnalò ai gerarchi del regime che non potevano essere costruiti ricoveri nelle località intorno al lago Maggiore, perché erano troppo frequenti le inondazioni di scantinati. Fu consigliato quindi di costruire questi rifugi per la popolazione sui rilievi della zona. Il podestà di Verbania, peraltro, sempre in quel periodo rispondeva al prefetto che i bombardamenti non erano considerati un serio pericolo per la città. Motivo: la posizione non strategica di Verbania. La storia dirà poi che non fu così. Ci furono le bombe e i morti anche a Verbania, ma non c'è traccia di documenti sulla presenza di un ricovero antiaereo all'Alpe Archia. Si sa soltanto che nel 1944 i tedeschi fecero saltare una galleria della prima guerra mondiale a Mergozzo, danneggiando le abitazioni vicine. Anche il tunnel di Archia secondo il testimone del quotidiano La Stampa proverrebbe dalla Grande Guerra del 15-18. 


Questo è l'elenco delle persone morte durante i bombardamenti aerei di Verbania del 25 e 26 settembre del 1944. La fonte è una relazione del comune di Verbania inviata al prefetto di Novara il 25 ottobre 1946: 1) Augusto Proserpio, 2) Giovannina Colombo, 3) Albina Maria Nebbia, 4) Efrem Luigi Resmi, 5) Pietro Ferri, 6) Caterina Rizzato, 7) Teresa Veneranda Pedroni, 8) Caterina Miello, 8) Giuseppina Passoni, 9) Anna Maria Mor, 10) Luigi Cacciatori, 11) Renato Albertini, 12) Renato Ferrini, 13) Johannes Jaeschke, 14) Antonio Colombo. Altre cinque persone sono rimaste sconosciute e irriconoscibili. E altre cinque sono morte nel comune di Baveno durante i bombardamenti del 25 settembre 1944.