mercoledì 6 aprile 2016

Il renzismo sfrutta gli slogan di Mussolini


Renzi voleva cambiare l'Italia ma la riporterà solo indietro di 90 anni. Detto della riforma elettorale e del nuovo Senato, a metà strada tra fascismo e stalinismo, il presidente del consiglio ex democristiano sta imboccando con decisione la strada della propaganda fascista, sfoderando slogan che solo il Duce seppe pronunciare nei discorsi pubblici. «Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù italiana, a me la colpa!  Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!», affermò Mussolini quando venne accusato nel 1924 di essere il mandante dell'omicidio Matteotti. Fu un momento drammatico per il partito fascista, che proprio con quel discorso del 3 gennaio 1925 prese la via delle leggi fascistissime. Anche Renzi sembra in difficoltà nel 2016 per le inchieste giudiziarie sul petrolio. Ecco allora lo slogan nuovo di zecca: «Se è reato sbloccare le opere pubbliche il mio è un reato». Che non sia un accostamento casuale lo dimostrano i programmi politici di Renzi, che furono annunciati nei suoi libri. Renzi annunciò di puntare tutto sulla comunicazione. Ma c'è poi un libro che è stato scritto su di lui da Stafano Natali de Il sole 24 ore che mette paura: «Un anno vissuto pericolosamente. Matteo Renzi e il futuro dell'Italia». Il carrozzone di Renzi vuole la dittatura? «Vivere pericolosamente» era uno degli slogan preferiti del Duce.