mercoledì 27 aprile 2016

Il responsabile della strage di Borgo Ticino fu un italiano?


Enrico Vezzalini, il prefetto di Novara che fu fucilato nel 1945 per le accuse di Scalfaro, non voleva la strage di Borgo Ticino, nella quale furono trucidati dai nazisti dodici ragazzi. Inoltre a scegliere i giovani da fucilare fu probabilmente un ufficiale italiano, membro della Decima Flottiglia Mas. E' quanto si scopre in un documento datato 17 agosto 1944, indirizzato dall'allora capo della provincia di Novara della Repubblica di Salò al Ministro dell'Interno Buffarini Guidi. Vezzalini stava conducendo un'indagine. In un secondo momento infatti aggiunse a penna sul foglio di accompagnamento che il capitano Krumhaar aveva cercato delle giustificazioni per la «reazione» di Borgo Ticino. Aveva detto a Vezzalini che il consigliere e il selettore dei «fucilandi» era stato un ufficiale della Decima Flottiglia «Max». Il prefetto chiuse affermando: «Non gli credo, ma cercherò notizie». Quei poveri ragazzi erano quasi tutti operai della Siai-Marchetti, una ditta che fu molto importante per i fascisti, perché produceva aerei da guerra. Secondo le notizie del quotidiano La Stampa, dal 1996 questa azienda, che era divenuta un ramo della Agusta e rimaneva sotto il controllo di Finmeccanica, fu inglobata nella Aermacchi per formare un polo aeronautico per la costruzione di «aerei addestratori».