venerdì 1 aprile 2016

Montevergine e Monteconero, due facce della stessa medaglia


Le basi del Montevergine e del Monteconero sono due facce della stessa medaglia. La Gazzetta del Mezzogiorno pubblicò due articoli che accennavano alla base militare del Montevergine tra il 1977 e il 1981. Il primo riguardava un episodio curioso che capitò all'ex presidente dell'Avellino, Antonio Sibilia. Il 30 aprile del 1977 alcuni banditi tentarono di rapirlo abbordandolo in un inseguimento stradale nei pressi di Mercogliano. Ma un'auto con targa americana, «sulla quale viaggiavano militari statunitensi della base Nato di Montevergine», si inserì in fase di sorpasso, rompendo il blocco tentato dai criminali. Sibilia guidando a tutta velocità la sua Mercedes riuscì a fuggire. Il primo dicembre del 1981 sulla Gazzetta del Mezzogiorno si riparlò della base Nato avellinese. Accadde in un articolo intitolato «Un corpo estraneo» di Gianni Raviele, scritto a proposito dell'attentato al giornalista della Rai Luigi Necco, che fu attuato proprio a Mercogliano. Raviele scrisse che il vile atto contro il giornalista era capitato, paradossalmente, in un posto incantevole e ricco, che ebbe un sorprendente sviluppo economico con l'arrivo degli americani, i quali - scriveva il quotidiano del meridione, ma pur sempre pugliese - vi «impiantarono» una base Nato. La differenza con il Conero è che alcuni siti internet hanno iniziato a pubblicare la storia militare del Montevergine. Così gli ignari cittadini, per nulla avvertiti del pericolo, sono entrati nei depositi abbandonati della Nato, magari contaminati da qualche sostanza tossica, e hanno filmato con la telecamera i resti della base. Ad Ancona non si può nemmeno parlare della zona militare. Ma poi lo si fa quando qualche cittadino si mostra più curioso di altri e viene denunciato, stimolando ancora di più la sete di conoscenza.