giovedì 16 giugno 2016

Riemerge la guerra segreta della Democrazia cristiana


Che fine ha fatto la guerra segreta della democrazia cristiana? Quindici grandi casi di spionaggio politico contro l'occidente sono riemersi su internet grazie a un documento in inglese, del lontano 1979, scritto da un illustre giurista americano: Vittorfranco Pisano. La novità contenuta in questo testo di quasi 200 pagine sul terrorismo italiano è la connessione che secondo Pisano esisterebbe tra il controspionaggio, che veniva gestito da una sezione dei carabinieri, e la lotta all’eversione nera e rossa. Questo potrebbe essere l’indizio della matrice internazionale delle Brigate Rosse. Ma potrebbe svelare anche il loro stretto legame con i servizi segreti deviati italiani, di cui già ci eravamo occupati grazie alle teorie del giornalista Lino Jannuzzi del settimanale Tempo. Si può affermare con certezza che diversi fatti portano verso la ex Cecoslovacchia, anche se le teorie sul rapimento di Aldo Moro, nel documento di Vittorfranco Pisano, sono anche altre. Il caso del torinese Eugenio Doria, che verso la metà degli anni ‘50 spiava per Praga, è stato completamente dimenticato, e lo stesso vale per il caso di Davide Fiscarelli, comunista militante il quale nello stesso periodo spiava dalla Puglia per i cecoslovacchi. Riaffiorano poi il famoso caso Rinaldi, l’esperto delle basi Nato italiane e spagnole, il caso Solovov, il caso Spada, il caso delle spie di Trieste, il caso Rojko, il caso della bella spia Henriette Hingyi, il caso Banka, il caso Lemzenko, il caso Arduino, il caso importantissimo del Mig 19 bulgaro che si disse spiò nel 1962 le basi Nato della Puglia, il caso Villa, il quale spiava le basi del Veneto per gli ungheresi. E abbiamo letto, poi, di numerosi diplomatici russi espulsi dal nostro territorio, tra cui i famosi 50 di cui Vito Miceli, allora direttore del Sid, informò Andreotti il 9 maggio del 1972 (ne furono espulsi in realtà 22).