mercoledì 18 novembre 2015

Archivio Mitrokhin: ecco i nomi "sbianchettati"


Molti nomi dell'archivio Mitrokhin sulle spie italiane sono stati censurati. Lo avrete letto sui più importanti quotidiani. Si è alzato un gran polverone, ma nessuno ha specificato quali nomi siano spariti e perché. Eppure un articolo di Repubblica dell'11 ottobre 1999 testimonia che i giornalisti ricevettero "oltre 200 schede". Che però nel libro della Bur, in appendice, non ci sono. In pratica sono scomparsi alcuni politici del PSI come De Martino e Accame, e sono stati eliminati i giornalisti più importanti, tra cui Jas Gawronski e Giuliano Zincone. Non c'è accenno a giornali come L'Espresso e Tempo (quello dei giornalisti-spia del 1976), che venivano usati dal KGB. Poi manca quasi tutto il capitolo delle aziende pubbliche, controllate dal PCI e delle quali parlo nel mio libro "Consorzio di Stato". Non si parla dell'Efim, che trafficava armi, di Finmeccanica e di uomini Montedison come l'editore e petroliere Attilio Monti. Vengono elencati solo alcuni esponenti che gravitavano nell'Eni e un uomo della P2. E manca pure Iris, la spia cecoslovacca assunta dal Sismi nel 1978 di cui parlava la relazione del Copasis. Ricostruendo il puzzle si possono trarre delle conclusioni. La pista che avevamo seguito della guerra fratricida tra uomini P2 e delle aziende pubbliche a suon di stragi di Stato è assai verosimile. C'è stata anche una guerra tra giornalisti ed editori, ma Attilio Monti, del Carlino, compare sia nel dossier Mitrokhin sia in quello pro-KGB di Tempo. Si sono salvate solo le storie presenti anche all'interno del libro (che devo ancora leggere).