giovedì 26 novembre 2015

La 'Strategia della tensione' fu un'idea del KGB


E' certo che il KGB adottò una sorta di strategia della tensione nello stesso anno, il 1969, in cui in Italia avvenne la strage di Piazza Fontana. Lo affermano le carte dell'archivio Mitrokhin nella parte del libro che riguarda l'Europa dell'est. Per contrastare la "Primavera di Praga" attuata dalla destra politica antisovietica di Dubcek, l'URSS fece in modo che scoppiassero delle bombe e che si diffondesse la voce che i servizi segreti statunitensi stessero preparando nascondigli di armi per una rivoluzione. Tuttavia si scoprì, in seguito, che le armi erano degli Usa, ma erano state nascoste in contenitori fabbricati in Russia. Lo scopo del KGB era quello di giustificare con quelle voci una svolta autoritaria in Cecoslovacchia. Ci sono evidenti similitudini con quanto avvenne in Italia, nonostante la matrice degli attentati fu, nel nostro paese, spesso coperta con dei depistaggi. Solo oggi si può dire con certezza che i nostri "servizi" avevano contatti diretti e finanziamenti illegali dagli Usa. A questo punto, è altrettanto plausibile, anche se il rapporto sui giornalisti-spia del 1976 di Jannuzzi accusava soprattutto Washington, che una parte di essi agisse per conto di Mosca. Altri elementi di prova arrivano dal recente libro di Falanga "Spie dall'est". L''autore pubblica alcune dichiarazioni del reponsabile delle relazioni internazionali del PCUS Ponomarev, con le quali egli nell'ottobre del 1976 accusava il PCI di non essere disposto alla lotta armata.