domenica 15 novembre 2015

Scalfaro? Sul Conero non era attendibile


Oscar Luigi Scalfaro, che da ministro dell'interno nel 1985 affermò, rispondendo a un'interrogazione parlamentare dei Verdi, che le zone militari del Conero potevano coesistere con i turisti, si fece pagare una tangente di 250 milioni dai "servizi", i quali ancora oggi si dice che controllino la base. E' quello che si può concludere in base alle affermazioni del generale Cornacchia, ex dirigente del SISMI, presenti nel libro del 2013 di Antonella Colonna Vilasi "Storia dei servizi segreti italiani". La richiesta ingiustificata di denaro fu inoltrata dal capo di gabinetto del ministero dell'interno Lattarulo al funzionario amministrativo del SISDE, Timpano, e venne relazionata da Cornacchia ai suoi dirigenti. Scoppiò lo scandalo. La tangente venne dapprima negata dall'ex ministro e presidente della Repubblica, poi ammessa e giustificata in modo poco credibile, secondo il generale Cornacchia, perché sarebbe stata devoluta a un istituto di religiose. Oltre a quella vicenda dei fondi neri del SISDE, furono scoperte dalla magistratura, tra il 1992 e il 1994, anche delle illegalità finanziarie nei conti dei "servizi", e venne sventato un tentativo di depistaggio da parte di un giudice, il procuratore Vinci. Non c'è una diretta connessione con il Conero, tuttavia quelle parole di Scalfaro sulla coesistenza possibile tra base militare e turisti non possono non essere condizionate da quell'episodio di concussione di cui fu protagonista, negli stessi anni, l'ex ministro.