domenica 2 ottobre 2016

"Attenzione ai fascisti infiltrati in polizia"


A pochi giorni dalla morte di Aldo Moro, il 2 giugno 1978, il governo russo inviò al servizio segreto di Praga un'analisi del fascismo in occidente. Vi sono alcuni punti chiave abbastanza chiari. I russi chiesero ai cechi di prestare attenzione, in particolare, a due fenomeni: le infiltrazioni di neofascisti nei sindacati dei lavoratori, così come nelle forze di polizia e nelle forze militari, e poi l'unione tra estremisti neofascisti e maoisti cinesi. Più in generale il fascismo era segnalato in fase di regresso. Le dittature spagnola, portoghese e greca erano cadute. In Italia c'era stata una spaccatura nel "Social movimento nazionale forze di destra italiane", pertanto l'estremismo perdeva consensi, rendendo difficile l'uso massiccio della forza. Elementi chiave erano i governi di centro andati al potere in Europa. Il fascismo - sottolineava il Politburo - si esprime attraverso "l'insoddisfazione verso la debolezza del governo dei democratici cristiani". Quindi utilizza la sua stampa per portare il paese verso l'anticomunismo. Non potendo contare su una maggioranza in Parlamento, in Italia il fascismo penetra nelle forze armate, in quelle della polizia e dei servizi speciali. La borghesia italiana, sicura nel 1978 di contare sul Parlamento, non intende instaurare un regime fascista "duro". Tuttavia - aggiungevano i russi - il pericolo nero esiste, poiché vi è una parte, chiamata "terzo Stato", costituita da soldati, impiegati conservatori, leader politici, che è pronta ad appoggiare il neofascismo se dovesse allinearsi sulle loro posizioni. Anche i "complessi militari-industriali" hanno connessioni con il neofascismo, il quale può arrivare al potere in quei paesi in cui più forte è il pericolo comunista." Ecco perché "alcuni governi socialdemocratici o conservatori tendono ad agire con pazienza e tolleranza con le organizzazioni neofasciste e benevoli verso le loro attività." Se la guerra fredda fosse finita diversamente, questa analisi sarebbe già storia, oggi, e avremmo una spiegazione politica alla strategia della tensione in Italia. Il fenomeno delle infiltrazioni del Movimento Sociale Italiano nel PCI fu analizzato, in ogni caso, anche dalla Cia alla fine degli anni '40 del secolo scorso, mentre l'unione tra filo-cinesi e neofascisti trova riscontri negli articoli di Lino Jannuzzi e nelle indagini sulla bomba di piazza Fontana a Milano del 1969.