mercoledì 19 ottobre 2016

L’Italia era una piccola URSS?


La politica monetaria dei sovietici ricorda molto quella della nostra prima repubblica. E’ ciò che emerge dal libro di Klebnikov. Gorbachev per pagare gli stipendi statali e ridurre il deficit svalutò il Rublo, ma contenendo l'inflazione, controllando cioè i prezzi. I beni erano scarsi e la gente accumulava denaro in banca che non poteva spendere, mentre faceva file lunghe al supermercato. Da noi con la Lira ci furono manovre sindacali più consistenti, che portarono a un'ascesa costante degli stipendi, a mano a mano che i prezzi venivano alzati e adeguati alla svalutazione. C'era in quel periodo una grave crisi delle aziende pubbliche che producevano per il nostro fabbisogno. Si creò in Italia un equilibrio pericoloso. Gorbachev sapeva che una volta aperta la strada verso l'economia di mercato i prezzi degli scarsi beni dei russi sarebbero schizzati alle stelle e quei risparmi sarebbero svaniti. E così fu, in effetti, perché il suo programma dei 500 giorni non venne attuato, avendogli preferito un piano Marshall dagli Stati Uniti, che prevedeva l'acquisto agevolato di beni dall'ovest da parte del governo sovietico. Gorbachev, con la sua forma statale accentrata, li avrebbe rivenduti a 10 volte il suo prezzo nell'URSS per stabilizzare il costo del Rublo. Questo piano fu però un fallimento. Il problema della moneta lo abbiamo vissuto anche noi, con la differenza che Craxi e compagni cercarono di barare sul costo del denaro, ipotizzando dapprima, negli anni '80, una Lira pesante, poi nel 1992 bruciando le banconote stesse alla Banca d'Italia al momento di entrare nell'Europa Unita. Credo che da allora nulla sia cambiato. Anzi. Abbiamo perso l'abitudine di stabilizzare la nostra moneta, e ancora di più di cercare un rilancio industriale. Il governo bipolare prova a coprire le falle con svendite di beni di Stato e contraendo nuovi debiti con la vendita sistematica di titoli di Stato. Oppure sottoscrivendo nuovi compromessi con i paesi esteri creditori. Se i nostri beni non sono scarsi come quelli sovietici è merito di questi equilibri precari. L'Italia non produce più nulla, le aziende falliscono, il lavoro diminuisce, ma i nostri frigoriferi sono pieni zeppi di beni tedeschi, francesi, coreani. E da quando la moneta e' diretta da Berlino ci salva la Banca Centrale Europea con la sua stabilità, mentre noi spendiamo, programmiamo investimenti in inutili opere pubbliche mettendo praticamente tutto sul conto dello Stato.