domenica 16 ottobre 2016

Moro rapito dal controspionaggio militare



Calogero Cinisi, il politico della Piovra 9 che stringe un patto con la mafia siciliana è con molta probabilità Attilio Ruffini, della Democrazia Cristiana. Ci sono tanti episodi raccontati nella sua biografia scritta su Wikipedia che collimano con il film. Ruffini fu Ministro della Difesa durante il sequestro Moro. Stando a un altro film, Piazza delle cinque lune, il misterioso impiegato dell'Eni presente nel dossier dell'Stb, il cui nome è Claudio Avvisati, era un uomo del controspionaggio militare di quel Ministero della Difesa. E c'è di peggio: i comunicati delle Brigate Rosse sarebbero stati scritti con una macchina dei servizi segreti portata da Avvisati in via Foà ad Enrico Triaca. Dunque l'impiegato dell'Eni era una specie di poliziotto? Ciò significa che il manifesto della Raf con al centro una foto di donna, trovato dalla polizia italiana a casa sua al momento dell'arresto, poteva servire per un'indagine che i servizi segreti stavano compiendo sulla banda Baader Meinhof. Ce lo lascia supporre la tessera trovata nel dossier dell'Stb con il nome di Avvisati e con i timbri della polizia di Praga. Moro sarebbe stato rapito e ucciso non da un gruppo di terroristi, ma in un'operazione di polizia militare. Diventerebbe chiaro anche il motivo del black out della stampa italiana, e soprattutto di quella schierata per la P2, sui comunicati delle Brigate Rosse, di cui ha parlato Gilberto Mastromatteo nel suo noto libro. Pubblicare e analizzare quegli scritti avrebbe consentito di svelare la vera natura del terrorismo. Questa versione dei fatti trova dei solidi fondamenti nel libro di un professore universitario, Roberto Bartali, il quale rivelò all'esame di dottorato all'Università di Siena (guarda caso il luogo in cui è ambientato il film Piazza delle cinque lune) che le Brigate Rosse, dopo l'arresto dei suoi capi storici avvenuto grazie all'infiltrazione del Sid all'interno del gruppo, furono riorganizzate e gestite direttamente dai servizi segreti. Bartali lo afferma nel capitolo dedicato al «dossier cecoslovacco», che in parte dimostra di aver letto, magari indirettamente tramite i dossier del Sismi. Dal 1977 in poi nacquero delle false BR. E' possibile? Anche un servizio di Tempo firmato da Lino Jannuzzi affermò nel dicembre del 1976 che il terrorismo di sinistra in quel momento risultava sconfitto. Un terrorismo che, secondo il giurista americano Vittorfranco Pisano, era nato per protesta contro l'innalzamento del costo del lavoro e per la conseguente disoccupazione. Ora possiamo aggiungere che col tempo quelle proteste avevano assunto un volto diverso. Ma se è così, le nuove BR furono manovrate dallo stesso ministro Ruffini, dalla mafia e dalla P2? Forse è la terribile verità che portò alla morte nel 1979 di Pecorelli e del colonnello Varisco. A questo punto resta da capire chi tra cecoslovacchi e americani aveva più interesse a condizionare la politica italiana.