sabato 1 ottobre 2016

"Il ministro Cossiga è un bugiardo"


Il servizio segreto dell'ex Cecoslovacchia aprì un'indagine sul terrorismo italiano. Avvenne nel maggio 1977 come reazione alle accuse dell'allora ministro dell'interno italiano, Francesco Cossiga, contro le nazioni dell'est, colpevoli, secondo lui, di sostenere il terrorismo delle Brigate Rosse. E' la sconvolgente novità che apprendiamo dai documenti dell'STB, l'ex servizio segreto cecoslovacco, che sono ormai consultabili all'archivio di Praga. L'STB era convinto che le Brigate Rosse non fossero una realtà di sinistra, bensì che venissero sostenute segretamente dalla borghesia di destra, dai servizi segreti italiani, dalla Cia e dai servizi dell'ex Germania Ovest. Nel documento datato 18 maggio 1977 l'ufficiale ceco Kubin proponeva perciò al suo governo dei provvedimenti per smentire le falsità uscite sulla stampa. Cossiga aveva rivolto le sue accuse dalle colonne del giornale Il Settimanale, in un numero del 9 giugno 1976. Tra le contromisure c'era un'indagine sui nomi dei terroristi che comparivano negli articoli diffamatori della stampa italiana. Qui inizia il mistero, che potrà essere in gran parte svelato solo quando sarà possibile conoscere la traduzione di tutti i circa 200 documenti del dossier dell'archivio di Praga. Queste carte sono scritte in lingua ceca e sono state divise in tre cartelle digitali. Dentro vi sono le fotografie di quasi tutti i documenti: relazioni dell'STB sul terrorismo, visti personali per il soggiorno, schede di spie, lettere, articoli di giornale in italiano. L'STB indagò sulle Brigate Rosse poco prima del rapimento del presidente Moro e soprattutto durante i drammatici 55 giorni di prigionia. Ma lo fece soffermandosi su nomi a noi meno noti, come il militante di "Potere Operaio", Claudio Avvisati, che venne arrestato dalla polizia italiana il 19 luglio 1978. Esiste dunque una storia parallela delle Brigate Rosse, una storia che nessuno in Italia ha voluto raccontare?