domenica 2 ottobre 2016

"Combattere le destre con la distensione"


Nella relazione del 2 giugno 1978 il governo sovietico chiese ai cechi di "lavorare sulla distensione" con l'occidente. Solo in questo modo - scrisse il Politburo - si possono "sopprimere le estreme forze di destra". Anche il presidente Usa, Jimmy Carter, stava aprendo al dialogo con l'est, mentre la Democrazia Cristiana di Aldo Moro si avvicinava alle dittature oltrecortina per attivare rapporti commerciali. E' una sottigliezza politica, ce ne rendiamo conto, tuttavia la frase del nostro documento, se la traduzione di Google è corretta, smentisce nettamente le dichiarazioni dell'ammiraglio Fulvio Martini, dei servizi segreti italiani, o quanto meno le limita al periodo di Kruscev. Martini rivelò infatti alla commissione stragi che l'Urss avrebbe preferito rispettare gli accordi di Jalta, e avrebbe ostacolato l'ascesa del comunismo in Italia. Kruscev gli avrebbe detto testualmente: "Il Partito comunista in Italia non arriverà mai al potere, perché noi cominceremmo a preoccuparci veramente, visto che è stato assegnato a Jalta agli americani, non è un paese grigio come la Jugoslavia, è un paese bianco; noi arriveremmo persino a prendere misure attive. Misure attive nel gergo dei servizi significa fare la disinformation: introdurre documenti falsi ed altre cose del genere." Nel 1978 a capo dell'Unione Sovietica c'era Breznev, e non più Kruscev, tuttavia la distinzione andava fatta. Ancora più in contraddizione con il documento dell'STB sono le parole riportate nei libri pubblicati sul KGB e sulla Stasi, all'interno dei quali vi è un'ampia analisi della posizione dell'Urss sul terrorismo italiano. Se infatti Andrew afferma che i sovietici osteggiavano l'Eurocomunismo di Berlinguer, Falanga riporta una conversazione tra le spie di Berlino est e il responsabile delle relazioni internazionali del Pcus, Boris Ponomarev. Questi accusò i comunisti italiani di non essere disposti alla rivoluzione violenta. Disse: "I compagni italiani non vogliono capire che non si può restare sempre sulla difensiva. Anche se v'è l'opportunità di una via pacifica, ogni partito comunista deve essere sempre pronto alla lotta armata". Era l'ottobre del 1976.