venerdì 21 ottobre 2016

Non vogliamo tornare tra le braccia di Hitler


L'articolo di Stefano Sylos Labini uscito in questi mesi sul Sole24Ore, intitolato: "L’ipotesi moneta fiscale in Italia? Il miglior precedente è… tedesco", è imbarazzante quanto prevedibile. Offre una soluzione alla crisi imitando il modello autarchico hitleriano. Il progetto prevede la messa in circolo di una specie di buoni del Tesoro utilizzabili al posto dei soldi per sconti sulle tasse. Ma con quale copertura? In pratica, carta straccia. Dopo tanto odio seminato dalla politica di estrema destra e sinistra, ecco che qualcuno si propone di risolvere in modo autoritario la questione economica. Lo fa con una teoria affascinante, ingegnosa, ma diabolica, imitando Schacht, non tenendo conto del contesto storico in cui l'economia tedesca trovò una via d'uscita negli anni'30, e che non staremo a ripetere. Fu un'autostrada verso l'autodistruzione, e in Italia andò anche peggio. Negli ultimi 70 anni il mondo ha cercato con Bretton Woods, con la CEE, diventata UE, e con lo SME, il sistema monetario europeo che precedette eurolandia, di evitare gli egoismi degli anni '30. Chi ha tentato di rompere quegli accordi nel passato non va visto in buona luce, perché avrebbe sacrificato, e in Francia e in Italia ciò avvenne, gli interessi dei singoli, cioè i cittadini più deboli, in nome di un supposto interesse superiore dello Stato. Quindi niente giochi sulla svalutazione, come avvertiva Goria. Bisogna fare invece i conti con le nostre deficienze. Nel 1983, quando il debito pubblico era ancora entro certi limiti, l'ex ministro Giorgio La Malfa dei repubblicani gridava, attraverso le colonne della Stampa, contro la facilità con cui il governo, per pagare i suoi debiti, ricorreva all'emissione di nuova moneta, sforando il limite del 14% sulla liquidità consentita per legge al Tesoro. Cosa direbbe La Malfa, nel 2016, constatando che negli ultimi 15 anni i governi bipolari, non solo non hanno fatto ripartire le imprese italiane, ma hanno aperto una linea di credito dello Stato verso giornali, imprese edili, grandi industrie solamente versando gli oneri sul conto dello Stato, e quindi sulle generazioni future, come fece Mussolini? Vogliamo ancora una volta far pagare le deficienze e le arroganze dei politici tagliando i debiti statali con un'inflazione spaventosa? Perché tornando alla Lira, dopo tre lustri di moneta europea, quantificheremmo la nostra effettiva svalutazione. Oppure qualcuno è disposto a credere che, seguendo questo Schacht, sconosciuto anche nei migliori libri di storia, lo Stato possa trovare una bacchetta magica per azzerare il debito pubblico?